Sabato 28 Novembre 2009. Appuntamento alle ore 7 a casa di Andrea-sensei che, impietosito, ci ha concesso un quarto d’ora di sonno in più.. per chi ha dormito! Arrivo all’ingresso e non riconosco nessuno: siamo tutti imbacuccati come pupazzi di neve in saldo (addormentati) e il riconoscimento avviene tramite voce. Si parte e dopo una pastarella dal bar di Campocavallo siamo abbastanza carichi (di spirito e di attrezzature fotoavveniristiche) al punto che raggiungiamo in neanche due ore la nostra destinazione: la Gola dell’Infernaccio. Goccioline di pioggia ci danno il benvenuto e noi rendiamo il favore con occhiatacce a brutto muso. Le nuvole corrono in ritirata e appare un sole timido (ma velato che -ormai è un concetto assodato- alle foto “fa bene”, dice Andrea). Ci inoltriamo, salutiamo i ragazzotti in divisa militare che fanno soft air a pochi metri di distanza, azzardiamo strane comparazioni tra cavalletti e mitra. Siamo pronti per i 100m preannunciati da Andrea: un flipper in dislivello che ci ha portato fino alle cascatelle in cui il sensei ha realizzato una delle sue opere più acclamate in corso di lezione. Dopo aver attraversato breccia bianca tappezzata da foglie rosse cadute, sotto l’ombra immobile dei picchi della rupe, nell’umidità e nel segreto della gola, ecco qualche scatto di questa magnifica giornata all’aria aperta con amici.

m...uffa!

m...uffa!


Le radici non son perdute

Le radici non son perdute


Irlanda nel tempio dei Sibillini

Irlanda nel tempio dei Sibillini


Fedeltà


Il quadro cinese

Il quadro cinese


Funghi

L'attacco dei funghi!


Il Gorgo

Il Gorgo


Cuore di drago


Il fiume che non gela

Il fiume che non gela


Quando tutto è freddo...

La primavera è una creatura dell'inverno